E ora diamo la parola all’esperto…Iginio Massari

Maestro Iginio Massari pasticciere rinomato multipremiato nonché personaggio televisivo.
Parliamo di: TORTA NUZIALE

Sin dai tempi più antichi i matrimoni in quanto riti venivano festeggiati da tutte le civiltà. Pensiamo ai Greci che impastavano miele e farina per offrire una fetta di questo dolce in segno di FERTILITÀ. I romani affinarono i loro gusti con ricette più elaborate. Ma è nel Medioevo che nasce la torta “alta” assemblata con pani e biscotti. Gli anglossassoni consideravano buon auspicio per gli sposi baciarsi sopra questo muro senza far crollare il tutto. Via via fino ad arrivare alla torta scultura del matrimonio della regina Vittoria. Ma oggi qual è la tendenza? Lo chiediamo all’esperto IGINIO MASSARI. Quali sono gli elementi essenziali che rendono la torta nuziale perfetta? Qual è la torta nuziale ideale che consiglierebbe agli sposi?

Lei ha parlato di greci. Se noi risaliamo all’antichità la prima torta di nozze è stata greca.
La troviamo sui vasi di terracotta decorati nelle isole Lipari nel museo della storia dell’uomo. Troviamo questi vasi in cui si vede la forma di una torta decorata con dei frutti. Ogni frutto aveva un valore simbolico che augurava di avere un figlio maschio o una figlia femmina dipendeva molto dai colori, dalle forme e dal posizionamento.
La torta all’italiana non è senz’altro la torta all’americana, è una cultura un pò più raffinata e piena di simbolismi.
Parlare di una torta e consigliare a una coppia di italiani di comprare una torta americana o anglosassone mi sembra di peccare di italianità.
Potrei rispondere alla domanda facendo io delle domande a lei: per la torta all’italiana perché una volta le facevano bianche?
Perché il bianco era il colore del candidato che si esponeva al pubblico e diceva: “le mie idee sono pure”. I due che si sposano si presentano agli invitati, ai parenti e agli amici dicendo: “il nostro amore è puro come la torta che abbiamo qui davanti”.
I piani a salire vogliono indicare che la felicità si conquista facendo fatica e impegnandosi.
Il taglio della torta è molto simbolico. Tagliando la torta con due mani i due sposi mandano un messaggio chiaro: “da oggi in poi condividiamo ogni nostra idea, la mia idea è la tua e la tua è la mia”. Anche se nella realtà sono sempre le donne che vanno avanti, nel senso che sono le donne che comandano!
Le decorazioni per una vera torta di matrimonio come del resto tutta la torta nei simbolismi deve essere dispari, il numero dispari non è divisibile per due infatti quando è nata la torta non c’era né la separazione né il divorzio, vuol dire che l’unione non è la separazione ma deve continuare.
Gli sposini sono in alto perché non hanno conquistato la “felicità” ma iniziano da quel momento e ogni loro pensiero e ogni loro movimento deve essere corretto in direzione di un’unione pulita.
Poi ci sono le decorazioni, per esempio la frutta richiama le simbologie greche dei dolci con cui si augura di avere figli maschi o femmine”.

Ascolta prima gli sposi e poi crea?

La torta deve essere buona e viene scelta dagli sposi. Ma in realtà è l’errore più grande che fanno perché lo dico sempre a loro: “se voi scegliete il dolce sulla vostra misura è sbagliato” in quanto ci sono della coppie che hanno dei gusti talmente strampalati che non possono piacere a tutti. È vero che la festa è la loro ma in realtà è anche la festa degli invitati che possono influire sulla buona riuscita o meno della stessa. Pensiamo ad una festa in cui gli invitati sono malcontenti si considererà che la festa sia riuscita male. Questo dovrebbe far riflettere e gli sposi dovrebbero pensarci attentamente.

Ha un ricordo particolare che ci vuole raccontare riguardo ad una torta nuziale che ha preparato?

Posso dire che tantissimi anni fa è entrata una ragazza con sua madre con uno stuolo dietro di persone infinito, erano milanesi. La signora mi disse: “ascolti mia figlia perché vorrebbe una torta” in poche parole voleva una torta a base di carote con dei gusti totalmente primitivi che non vi dico.
Allora le dissi: “guardi il dolce deve piacere ai 350 invitati sarà impossibile accontentarli tutti ma almeno il 95% devono avere la condivisione di quello che lei fa. Se vuole le faccio la torta per lei e suo marito come la vuole” siccome io sono abbastanza chiaro le dissi che per me era una “cagata” vera e propria e che la mia firma lì sopra non l’avrei messa.
La mamma, moglie di un politico, era abbastanza seccata dalla mia risposta che poteva essere un pò condita ma per fargli capire che cosa stavano facendo non potevo prendere dei richiami floreali. Così se ne sono andati.
Quindici giorni dopo è entrata la ragazza da sola dicendomi: “la cagata che lei mi ha detto la faccia per noi e la torta le lascio la libertà di farla per gli ospiti”.
Alla fine quando è tornata dal viaggio di nozze mi ha detto: “La ringrazio perché anche la torta come la volevamo noi non l’abbiamo mangiata”.
Tanto per farvi capire che la mancanza di cultura, di capire che cosa stanno facendo in quel giorno lì non fa parte della maggioranza delle persone.
Noi possiamo fare per esempio delle torte stupende a livello di gusto a base di cioccolato ma se andiamo a vedere la simbologia del cioccolato vediamo che non rispecchia l’anima di chi si sposa, perché chi vuole nascondere qualche peccato si rispecchia nello scuro.
Perciò noi dobbiamo dare dei messaggi forti, oggi è difficile perché ormai è un impasto del rimpasto di tutte le cose. Le torte all’americana che sono fatte con più piani di una torta posta sull’altra non possono essere buone per il semplice motivo che il dolce non ha una struttura che può supportare le torte devono comunque avere dei ripiani di cartone sormontati. Una volta facevano canne di bamboo vuote per sormontare il dolce a più ripiani, oppure lo facevano talmente asciutto cremoso con crema al burro che oggi hanno difficoltà a mangiarlo.
Americani e anglosassoni continuano a perseverare nelle loro tradizioni che non devono per forza ricopiare quelle italiane perché fa parte della loro cultura e sono discorsi totalmente diversi.
Ma la simbologia nel dolce richiama alla fine il nostro stile di vita, non quello degli altri.

Che altezza massima si può raggiungere per realizzare una torta nuziale vera?

Nella mia lunga vita professionale quella più alta che ho fatto è stata di 4,20 metri.
È stata un’impresa anche per gli sposi nel senso che la sposa col vestito lungo ha avuto difficoltà a salire sulla scala. Così al posto di tagliarla in due, l’ha tagliata da sola perché salendo lei con il suo enorme vestito non ci stava più lo sposo. Anche se la scala era stata creata per l’occasione.
Questa è una delle avventure.
Ricordo che quando c’era ancora Gualtiero Marchesi a Erbusco abbiamo avuto una cliente particolare: una ragazza settima nella classifica italiana di tennis figlia di un industriale farmaceutico americano, perciò gente molto ricca. È venuta anche lei con il coreografo, l’architetto, lei non è venuta con la mamma, con un sacco di persone persino una fiorista argentina, c’era gente che arrivava un pò da tutto il mondo. Quando ci siamo seduti ho visto che aveva delle pretese che andavano oltre il pensare dell’approcciarsi al dolce. Ha voluto la torta per 600 persone anche se gli invitati erano 130 perché voleva che la torta rimanesse nel ricordo dei commensali. A un certo punto mi disse che i fiori in zucchero non li voleva colorati ma color panna. Io le risposi: “color panna è difficile” perciò le proposi: “guardi io le faccio il colore e lei mi dice se le va bene?” A quel punto presi la decisione di
disegnare la rosa di colorarla come la voleva e poi di fargliela controfirmare. Dopo 58 firme che aveva fatto mi chiese: “perché mi fa fare così tante firme?” E io le risposi: “perché lei ha un carattere instabile e senz’altro metterà giù qualche rogna, perciò le rogne su quello che ha firmato io non le accetto”.
Per la parte decorativa del dolce sono servite 270 ore di lavoro distribuite su più persone. Io sono partito per le vacanze ed è rimasto solo il personale per la consegna. Ad un certo punto, ero in crociera, ero sulla nave, mi telefona l’architetto dicendomi: “Signor Massari io questa torta non la presento così i colori non sono quelli concordati”.
I ragazzi che l’avevano consegnata mi avevano mandato le fotografie e avevo già verificato che i colori fossero quelli concordati, perciò gli dissi: “lei provi a non presentare il dolce che l’attuale signora ha firmato e controfirmato, che finisce di fare l’architetto”.
Alle due del mattino mi arrivò una telefonata della sposa che ringraziava per la bellezza infinita del dolce e per la bontà.
Perciò si vedono delle cose in questo mondo che non finiscono più.
Un’altra coppia particolare che abbiamo avuto è stata quella in cui la ragazza milanese mi ha detto: “io però sulla torta voglio due gatti neri” ed io trattenendo una risata risposi: “lei amerà anche i gatti se li vuol mettere sulla torta ma i gatti sono simbolo di tradimento, quelli neri poi accentuano ancor di più il simbolismo. Perciò le direi di evitare”. Ma aveva un carattere da prendere a sberle perciò alla fine le ho detto: “io le faccio quello che lei desidera, quanti invitati ha?”
Mi ha risposto: “La torta la faccia per 250 persone noi siamo 217.”
Allora le ho domandato: “Guardi, è sicura che verranno tutti?”
Non le descrivo il dibattito che avevamo già fatto prima perché era davvero un’isterica.
Lei mi chiese: “perché?” E io le risposi: “perché lei non ha amici, lei pensa di avere amici”.
Lo sa quanti sono stati gli invitati? 42
Ha pagato lo stesso tutto.
Delle volte vengono persone particolari come quando una signora che è entrata con la figlia, tutte le volte che esponevo quello che doveva fare, perché io parlavo con la figlia, interveniva lei. Allora le ho domandato: “ma è lei che si deve sposare? O la ragazza?” E lei facendo scoppiare in lacrime la figlia mi ha risposto: “È lei ma sono io che pago”. Pertanto le ho risposto: “Bella espressione!”.
Il matrimonio in teoria sarebbe un momento di festa e invece delle volte diventa un momento di contraddizione. In verità si espone quello che è il carattere della persona.
Le posso dire che di uomini che hanno insistito per un dolce, su tutta la mia storia di pasticcere, che è di oltre 60 anni, ce n’è stato uno solo che si è imputato gli altri hanno sempre lasciato fare alle donne.

Concludiamo l’intervista leggendo alcune pagine divertenti del suo nuovo libro autobiografico che presto sarà disponibile al pubblico.
Non mi resta che ringraziare Iginio per l’intervista e per ciò che fa e la cara moglie Marì per aver contribuito a tutto questo.

Il video integrale è possibile visionarlo su igtv del profilo Instagram: gracesaracavagna

FESTE DI COMPLEANNO: IDEE E SUGGERIMENTI -PARTE 1-

Una volta all’anno, ci meritiamo tutti di ritagliare un po’ di spazio solo per noi lontano dagli impegni quotidiani per festeggiare la nostra nascita.

Celebrare la festa di compleanno è solito in molte culture, soprattutto per i bambini.

Augurandovi di circondarvi sempre di persone positive e creative, vi consiglio di non farvi sfuggire l’occasione di organizzare feste per i compleanni dei vostri amici oltre che per il vostro compleanno. Io ho sempre molte idee al riguardo contattatemi se volete.

STORIA DEL COMPLEANNO

L’usanza di celebrare la propria data di nascita ha origini antichissime, l’intento era di proteggere il festeggiato dalle forze del male e di auspicare per lui salute e sicurezza per l’ulteriore anno che stava per iniziare.

I primi a celebrare tale usanza furono gli Egizi, i quali omaggiavano il faraone con un banchetto pieno di ogni sorta di prelibatezze. In Mesopotamia e in Egitto si riteneva importante registrare il giorno della propria nascita poiché era essenziale per realizzare l’oroscopo.

Popoli antichi come i Greci, i Romani ed i Persiani festeggiavano esclusivamente in occasione del compleanno di re, divinità e persone nobili. Nel calendario romano si festeggiava il dies natalis (giorno di nascita) degli imperatori, nonché di particolari eventi importanti, come il Natalis Romae (21 aprile) indetto per commemorare la fondazione dell’Urbe e le divinità. Anche se i primi cristiani non festeggiavano il compleanno, era usanza festeggiare il giorno della morte dei martiri quale dies natalis cioè il giorno della loro nascita in cielo. A motivo delle origini pagane l’usanza fu rigettata anche dagli ebrei in tempi posteriori al Cristianesimo.

Il compleanno come lo conosciamo oggi, vide la luce soltanto in epoca moderna, quando volle celebrare degnamente il suo cinquantatreesimo compleanno Johann Wolfgang von Goethe nel 1802. Le pratiche dei moderni riti di compleanno, come le conosciamo noi, si consolidarono negli ambienti aristocratici e borghesi del XIX secolo e non raggiunsero gli ambienti popolari prima del XX secolo.

Nella Sacra Bibbia l’usanza viene menzionata soltanto in due occasioni: la prima riguarda il compleanno di Faraone (genetliaco), che in tali occasioni era solito liberare un prigioniero; la seconda il compleanno di Erode Antipa, re di Giudea, menzionato in quanto nel bel mezzo della festa, fece decapitare Giovanni Battista nella prigione, servendo la sua testa su di un piatto secondo il desiderio di Salomé, figlia di Erodiade.

ORIGINE DELLE USANZE POPOLARI SEGUITE NELLE FESTE DI COMPLEANNO

Secondo la tradizione occidentale la torta di compleanno è un dolce, spesso decorato con delle candele, che viene servito al festeggiato ed agli invitati in occasione dei festeggiamenti. La torta di compleanno trae le sue origini da usanze tipiche dei popoli dell’antica Grecia, che a loro volta si ispirarono ad usanze in uso presso gli Egiziani ed i Persiani. Gli Egiziani erano soliti rendere omaggio al faraone con ogni sorta di prelibatezze, mentre i Persiani rendevano omaggio al festeggiato con dei dolci. I Greci unirono le due usanze in un unico rito che sta alla base della tradizionale torta di compleanno. Il sesto giorno di ogni mese, per rendere omaggio alla dea Artemide, custode della Luna, i Greci, con l’utilizzo di farina e miele, ricreavano dolci tondi e bianchi che ne richiamassero la forma ed il colore, ed inoltre, per simularne lo splendore, i dolci erano decorati con candele.

HOLI PARTY

È una festa che si ispira all’antico festival indù Holi, l’unica festa in cui scompare la divisione tra le caste. La lotta dei colori è per imitare Krishna. I partecipanti inizialmente vestiti di bianco si divertono gettandosi addosso polveri di riso variopinte che simboleggiano principi e virtù. Il rosso simboleggia l’amore, l’arancione l’ottimismo, il blu la calma e l’armonia, il giallo la gioia e il rosa la nobiltà.

Attualmente si svolge in diverse città italiane, a ritmo di musica, con un ambiente per nulla competitivo e soprattutto sotto una pioggia di colori.

JUST FOR FUN
La prima corsa colorata di 5 Km si è svolta in Arizona all’inizio del 2012. Non fu un evento competitivo ma semplicemente fu un partecipare per divertirsi. Solo nel 2018 hanno partecipato in 600.000 in più di 15 eventi di Corsa colorata. Nel 2017 circa 1.6 milioni di persone parteciparono nei più di 200 eventi in tutto il mondo.
L’attrazione della corsa è che celebra cose semplici come la salute, la felicità ed è fatta per raccogliere soldi per associazioni di beneficienza locali. Non viene usata vera tempera ma amido di mais colorato con i colori presenti nei cibi, quindi è tutto naturale.
Per partecipare bisogna registrarsi on line in anticipo e presentarsi vestiti di bianco. Alla fine di ogni km dei volontari coprono i corridori con le polveri colorate, in modo che alla fine della corsa risultino tutti colorati.
John Connors, direttore nazionale degli eventi relativi alla corsa colorata negli Stati Uniti, afferma nelle varie interviste che tale corsa nasce come non competitiva per riunire le persone con lo stesso spirito e la stessa filosofia del Holy festival Indù. L’Holi è un festival che si tiene in primavera dedicato al divertimento puro, durante il quale è usanza sporcarsi il più possibile con polveri colorate per omaggiare un rito di origine Indiano che simboleggia la rinascita e la voglia di resuscitare sotto altra forma di esseri pieni di vita da parte di chi prende atto a questo rito. È diventato ormai un’esperienza in cui tutti prima o poi vi si lanciano all’insegna del divertimento. Dalla festa religiosa, in Occidente la Holi Fest, o Festa dei Colori, si è trasformata in un evento dove musica da discoteca e polveri colorate creano un clima festoso, molto amato dai giovani. Brescia è giunta alla quinta edizione con Holi Fun coinvolgendo fino a 4000 giovanissimi ogni anno.

Si può organizzare un holy party in case private?
Sì, si può fare, basta scegliere un giardino abbastanza grande per contenere le persone che hanno voglia di colorarsi e ballare. Il materiale è tutto acquistabile on line.

Buon divertimento.

Ferragosto: origini e storia

La festa più attesa dell’estate per festeggiare con amici o tra parenti e rigenerarsi.

La festa ha origini nella storia dell’Antica Roma, poi intrecciate con la tradizione cattolica.

Il nome della festa di Ferragosto deriva dal latino feriae Augusti (riposo di Augusto), in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome il mese di agosto.

Era un periodo di riposo e di festeggiamenti, istituito dall’imperatore stesso nel 18 a.C., che aveva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità.

In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, esentati dai lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.

Anticamente, come festa pagana, era celebrata il 1° agosto. Ma i giorni di riposo (e di festa) erano in effetti molti di più: anche tutto il mese, con il giorno 13, in particolare, dedicato alla dea Diana.

DA FESTA PAGANA A FESTA CATTOLICA. La ricorrenza fu assimilata dalla Chiesa cattolica: intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata il 15 agosto. Il dogma dell’Assunzione (riconosciuto come tale solo nel 1950) stabilisce che la Vergine Maria sia stata assunta, cioè accolta, in cielo sia con l’anima sia con il corpo.

IDEE PER LA FESTA

Si possono scegliere varie modalità per festeggiare, dalla grigliata in giardino o in un prato in montagna al pic-nic in riva al lago o al mare o più semplicemente optare per lauti pranzi in ristoranti o agriturismi.

Ad ognuno la sua scelta, l’importante è scegliere di passare il proprio tempo con persone serene e la giusta musica.

Buon ferragosto a tutti!

Chi sono?

Ciao sono Sara,

In ogni cosa che faccio credo nel miglioramento dello stato delle cose e credo fortemente nel pensare differentemente.

Il modo in cui io miglioro le cose è quello di creare eventi memorabili e con alto appeal sui miei interlocutori.

Mi è appena capitato di occuparmi di un’organizzazione di un evento.

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Sara Cavagna